Non c'è niente di costante tranne il cambiamento

Blog di Cristina Savi - DIRE FARE MANGIARE


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martedì 21 febbraio 2017

Da cosa nasce cosa

Di alcuni mesi fa la notizia dell'apertura di uno "Spazio condiviso", WiP (Work in Progress) nel centro storico di Intra, via Cantova,30. 

WiP


Ne fui subito curiosa ed entusiasta: 
  • per l'amicizia pluriennale che mi lega ad alcuni fondatori (Elisabetta Garoni e Renato Brignone), 
  • per l'allora recente rientro da una visita a un coworking molto attivo a Marotta (Warehouse),
  • perché sono convinta che le idee più floride nascano dalla condivisione e dalla partecipazione attiva
  • perché finalmente anche a Verbania vi era uno spazio in cui osare percorsi di creazione nuovi.

Non da ultimo la mia curiosità ricadde anche sulla presenza di Neil Davenport (traduttore, curatore e artista) nello Spazio e della già nota Associazione Culturale Lakeside, perché vedevo fondersi professionalità e mondi apparentemente distanti. Insomma, ho pensato da subito che quel luogo avrebbe dovuto essere vivo, vissuto e l'occasione che mancava. 

Work in Progress - Badabàu LAB


E' qui che io e Angelica organizziamo i nostri laboratori ed è qui che ha trovato conferma la collaborazione con Elisabetta (che io chiamo Elisa).

Ha preso vita, infatti, ciò che ci frulla per la testa da anni: creare occasioni di incontro, realizzare oggetti, organizzare laboratori, usare la fantasia. Era da poco divenuta mamma quando improvvisavamo, in cucina, serate con ferri da maglia, lana e macchina da cucire (lei). 
Nel frattempo sono divenuta mamma anch'io, e aldilà delle rispettive professionalità, coltiviamo e manteniamo un'innata passione per la creazione manuale, la realizzazione di oggetti stravaganti e il desiderio di ri-utilizzare materiali. E soprattutto non perdiamo la speranza di poterlo fare a Verbania.



Nasce così il nostro Badabàu LAB, una serie di incontri, i primi, per realizzare insieme ai partecipanti la nostra mini città ideale con scatole e scatoloni, da rendere visitabile in una mostra a fine laboratorio.

Vi aspettiamo a WiP dal 7 marzo!

Prenotazione non obbligatoria ma gradita. Ci fermiamo a 10 partecipanti per incontro.

Work in Progress - Badabàu LAB



lunedì 20 febbraio 2017

Life in progress



Continua la sperimentazione: stesso spazio, sempre noi, a spasso tra arte e libertà espressiva.
In un susseguirsi di tentativi e proposte per condividere con altri un'esperienza che, oltre un'anno fa, mi colpì molto e una passione che porto dentro da sempre.
Sto parlando dell'esperienza fatta con Angelica Zavettieri (un laboratorio con i colori, che mi aprì un varco interiore) e del mio amore per l'arte. O forse per l'artigianato artistico. Non so. Amo creare, manipolare, costruire. Definire cosa sia arte è arduo, soprattutto perché non penso vi sia una definizione univoca del termine.
Perché ho scelto Basquiat in copertina? Proprio perchè si definiva "analphabet artist".
Perché rappresenta ciò che vorrei trasmettere a chiunque. Perché l'arte, e tutti i materiali ad essa correlati, puo' permettere a tutti di provare ad esprimere ciò che si è.
Gli studi e le letture, professionali e non solo, mi hanno più volte, guidato verso l'autobiografia, un po' perché ne ho lette parecchie, un po' perché ho avuto la possibilità di approfondirne il valore personale del concentrarsi sulla propria vita, un po' perché professionalmente (occupandomi di comunicazione) mi è capitato di dover valutare e studiare la vita delle imprese e solo attraversandone la storia ne ho potuto comprenderne l'identità.

Così la scelta di questo laboratorio con Angelica, professionista che stimo, con questi presupposti: l'arte, l'autobiografia, la terapia. Ebbene si. Un laboratorio di arte terapia. Dove nel potere terapeutico dell'arte credo fortemente. Inteso come la possibilità di condividere un spazio che favorisca la comunicazione con sé e con l'altro, in cui l'assenza di giudizio porta alla scoperta autentica.

Stanca di guardare oltre Provincia con ammirazione, e pensare che a Verbania queste cose non accadano. Vi sono persone valorose che hanno voglia e capacità per fare, professionisti validi che hanno competenze per insegnare, individui brillanti che hanno idee per creare.
Così, intanto, iniziamo a provarci.


E iniziamo in WiP,  Via Cantova, 30, a Verbania Intra. Un luogo più che uno spazio del quale vi parlerò presto!!

lunedì 23 gennaio 2017

IL MIO LIBRO ORA E' UN LABORATORIO

Come avevo preannunciato mi sarebbe piaciuto organizzare dei laboratori ludico creativi per realizzare con i bambini/ragazzi dei libri che raccontassero di sè.

Laboratori a Verbania

Così, dopo un colloquio con Angelica, arte terapeuta che ho avuto il piacere di conoscere e "sperimentare", è nata l'idea di far partire davvero questi spazi di sperimentazione, privi di giudizio, in cui il principio fondamentale sia esprimere ciò che si è, senza alcuna regola pre-confezionata.



Prendendo spunto da "il grande libro delle piccole cose" di Haring il nostro obiettivo è quello di accompagnare ogni partecipante alla progettazione delle proprie pagine, alla realizzazione delle stesse fino alla rilegatura dell'oggetto che sarà specchio della propria identità.

Laboratori a Domodossola


Ho sempre pensato che l'arte fosse un mezzo di libera espressione, e credo che la comunicazione, con se stessi e con l'altro, sia un percorso che si possa trovare più agevole iniziando a parlare di sè e soprattutto in spazi privi di giudizio, in cui non sia richiesta alcuna performance e alcuna capacità pregressa.

Lavori in corso!


lunedì 28 novembre 2016

IL LIBRO LO CREO IO. PROGETTI IN DIVENIRE

Perchè “IL MIO PRIMO LIBRO”?

Perché una delle motivazioni che regge ogni mia azione è il divertimento, e avere un figlio, attualmente di cinque anni e mezzo, ha reso ancora più vivace questo processo.
Così ha preso vita un'idea che mi frullava nella mente da tempo: “ma perché i libri per i bambini li scrivono gli adulti?




Con tutto quello che i bimbi hanno da dire e da dare, perché fornire loro prodotti già confezionati, finiti, lineari, precisi, perfetti, da non macchiare, da non sporcare, da non rovinare, da non piegare?

Non mi piace il bambino lettore passivo.


E così con Francesco è nato il primo libro. Divertendoci.

Ogni bambino sarà protagonista della propria storia (che diventa anche "storia"), userà il libro come meglio crede, e potrà a suo modo raccontare ciò che sente. Avendo a disposizione solo pagine, e spunti per realizzare i propri libri.


Questo penso sia utile a tutti, infatti non indico mai un'età. 
E quando mi chiedono: “ma a chi è adatto?”, rispondo: “a tutti!!”. Senza prendersi troppo sul serio.


Grazie per averlo scelto.
Grazie a Centro Gioco (Via San Fabiano - Intra), La Tecnica (Intra), Erboristeria Herba Luna (Intra) per la collaborazione con il conto vendita.

Chiunque può mandarmi immagini delle pagine realizzate o idee a cristinasavi76@gmail.com

Intanto noi continuiamo a produrre ;-)
A presto!!

sabato 5 novembre 2016

Con gli scarabocchi parlo e ascolto #scrittureautobiografiche

Da sempre, almeno da quando io ricordi, i colori, pastelli inizialmente, in seguito qualunque materiale mi permettesse di esprimere ciò che sentivo, sono stati compagni inseparabili. Non so come chiamare ciò che mi succede ma è una forma di espressione in cui io trovo rifugio da un lato e grande sfogo dall'altro. Mi permetto forme di astrazione nella creatività che ho sempre trovato fortemente liberatorie.
Credo che i motivi siano molteplici, di sicuro il mio essere istintiva.


Così nel tempo, con frequenza e intensità diverse, ho sempre sentito la necessità di disegnare, colorare, creare e fare collage. Dagli scarabocchi fatti durante una telefonata, alle serate passate a colorare pagine intere di quaderni a quadretti in colori diversi, fino a colorare muri, pannelli e tele. 
Nessuna velleità artistica, è come se parlassi, con me e con altri, attraverso ciò che realizzo invece che a parole. 
Se ascolto o vedo qualcosa che mi colpisce molto o mi emoziona lo rappresento, come mi viene. Oggi ho ascoltato tutto il giorno Franz Ferdinand (mio compagno di viaggi in auto) e così la voglia di disegnare. 
Se leggo o assisto a ingiustizie collettive lo devo esprimere. Mi arrabbio, mi pare assurdo che accadano ancora torture tremende, tratta delle donne, stupri e violenze, intolleranza per le unioni civili e gli omosessuali. E poi sento di tafferugli assurdi per un referendum che non ha ragione di esistere, le primarie che durano un anno, e tutta un'altra serie di idiozie legate a tasse ed economia che non ho voglia di ascoltare. Allora l'istinto mi porterebbe a scendere in campo, "ma come?" - mi chiedo, e scendo in cantina, dove ho il mio piccolo studio. E discuto con pezzi di carta, bombolette e rulli.


Se c'è qualcosa che non mi torna provo a rappresentarmelo. A modo mio, come se dicessi "non possiamo far finta di nulla".

Se con qualcosa voglio fare i conti, ironizzo.


E così, di sicuro non cambio il mondo, ma provo a crederci.

sabato 29 ottobre 2016

Generazioni in Circolo #scrittureautobiografiche

Avevo già scritto del mio rapporto con il Circolo di Trobaso.
Oggi è stato proprio come tornare indietro ma guardando avanti.


Avanti dove? In un luogo in cui non esistano etichette, in cui generazioni agli antipodi possano coesistere e in cui attività attinenti a tempo libero, sport, cultura e gioco non necessariamente si debbano dare fastidio.

Forse questo è ciò che vorrei, invece di non-luoghi per bimbi, non-luoghi per ragazzi, non-luoghi per giovani, non-luoghi per anziani.

Ma LUOGHI/SPAZI qualsiasi, in cui tutto sia possibile, in cui si possa andare, venire, stare, passare, con chi c'è.

Ringrazio il Circolo per l'iniziativa che ha proposto, ringrazio la Pigi (Dinosauro Teatro) perché è una garanzia e ha saputo cavarsela magistralmente nonostante l'acustica impegnativa.

Io mi sono divertita, a tratti anche più dei bambini ed è stato bello vedere l'aspetto ludico di molti genitori, zii, nonni, messo in gioco per ridere e apprendere (nel caso particolare le arti circensi con i piatti).

Dei bambini che dire? Sono, per me, ogni giorno la conferma al fatto di essere sorprendenti.







Il gioco è una cosa seria!!

Io e l'arte. Da Basquiat a Escher. #scrittureautobiografiche

Dedicato alla Vale (alla è voluto).


Passare da Basquiat a Escher nel giro di due ore è come passare da Davis a Mozart nel tempo di una sigaretta. Ritrovarsi immersi in illusioni ottiche, prospettive e perfezioni assolute partendo dall'improvvisazione totale un po' disorienta; la bizzarria del primo mi ha fatto apparire scontato il secondo (anche perché si è già visto ovunque). Pensa un po'. 


Nessuna linea definita, nessuna tela esattamente perfetta, assenza totale di prevedibilità per Basquiat; colori, forme, messaggi, parole, in un susseguirsi instabile di ricerca ed espressione. Per giungere ad un talento scientifico e chirurgico, con Escher: le forme esatte, la ripetizione crescente, i chiaro - scuro, gli specchi, il capovolgimento dello spazio. 
Due forme d'arte diverse, due grandi artisti. Prediligo Basquiat, ma io sono figlia della street art. Mi piace l' idea che ogni superficie sia adatta a dipingere, che l'arte sia improvvisazione, che con l'arte ci si esprima e si esprimano concetti universali e personali. Così, in base a ciò che ti urla dentro.

Amo il collage e l'interazione tra stili e materiali. Apprezzo la pittura elementare, i tratti infantili e la mescolanza di colori. Basquiat doveva rimanere sulle strade e non nelle gallerie? Forse. Io sono certa, però, che la gran parte della sua arte me la porterei in casa. Grazie!! 



Per Escher che dire? Un fenomeno, il gioco della tecnica.  

giovedì 27 ottobre 2016

Lista di controllo #scrittureautobiografiche

Oggi ho incontrato una grande amica, una di quelle con cui anche se ti vedi una volta ogni dieci anni è come se ci fosse viste l'altro ieri. Ti senti, ogni tanto (perché io sono una bestia con le telefonate, nel senso che chiamo nessuno), capti qualche segnale attraverso i social media e poi così, detto fatto, decidi di vederti.


E la giornata de "i migliori anni" è compiuta, tra ricordi, battute, silenzi, passeggiate e una quantità notevole di risate.
Ti prendi come sei, e come sei sempre stata, i discorsi spaziano dai figli, alla professione, alle disavventure di madri separate, alle adolescenze sprecate, alle zingarate, ai libri, fino alla musica, alle vacanze, passando per promesse, uomini, progetti continui, "dovremmo fare" e finire con una meravigliosa lista di controllo (altrimenti detta Check list).
Io pubblico la mia, la sua è patrimonio personale e ne farà l'uso che ritiene opportuno.

E mentre la facevamo (passato remoto era più corretto ma rendeva tutto troppo serio) dicevamo: "cavolo è davvero così, inutile girarci intorno, o pretendere che io sia altro da ciò che sono".

E così in questi momenti in cui: il giudizio è morto, i redentori con lui, la serietà è rimasta a casa e sei fiera di andare in macchina con il finestrino abbassato, ascoltando musica e fumando una sigaretta comprendi che quando stai bene stai bene. Che questa è l'unica vita che ho e continuerò a viverla come credo, per ciò in cui credo, sempre con il sorriso e se serve incazzandomi.

Pole position ferry boat 

Una dell mie foto più belle




Un' asta al ribasso. Ma pare che funzioni #scrittureautobiografiche

Di bene in meglio!
Dai 48 euro al giorno spese di trasferta escluse ai 45 euro (rimborsi non citati) al giorno, 8 ore e 30 minuti, a Milano, con 30 minuti di pausa e pagamento a 90 gg fine mese, con età compresa tra i 18 e i 35 anni.


Non c'è limite al peggio. E mi chiedo come questi soggetti, con tanto di marchio, logo, aziende e titoli (nel senso che se li danno i titoli) possano essere autorizzati (anche a norma di Diritto) a fare queste offerte di lavoro.

Io li metterei in carcere per 8 h e 30 minuti al giorno, con mezz'ora di pausa (in cui far pipì, mangiare ed eventualmente fumare), facendogli contare tutti i sassi del cortile, per almeno 5 giorni di fila. E l'ultimo giorno direi loro: "per le chiavi della cella 90 giorni fine mese!"
Magari in questo tempo utile vengono loro in mente idee migliori su come non sfruttare la manodopera, e si studiano qualche buona formula per poter comprendere che quella che propongono è schiavitù, nulla ha a che vedere con la professionalità.

Di seguito la mail di oggi
Buongiorno,
per importante cliente multinazionale nel Settore tecnologico ricerchiamo N°1 Hostess per un’attività di promozione.

LOCATION:
Fiera Milano Eicma (Rho Fiera)

HOSTESS:
Ragazza/Donna di età compresa tra i 18 e i 35 anni

DATE DI ATTIVITA’:
8,9,10,11,12,13 Novembre

ORARIO:
Dalle 10 alle 18.30 (con 30 min di pausa)

ATTIVITA’: 
l’attività sarà quella di accoglienza e registrazione dei clienti interessati a provare/acquistare Hoverboard ed altri prodotti a marchio NILOX.

REQUISITI  INDISPENSABILI:
-  Ottima presenza, dialettica e spigliatezza;
-  Altezza minima 1,70
-  Sportiva
-  Pregressa esperienza come Hostess in eventi e fiere.

COMPENSO:
45 euro a giornata con pagamento tramite bonifico bancario a 90gg fine mese.


Si accettano candidature di risorse solamente complete di Curriculum, foto ed esperienze svolte e di risorse che siano effettivamente disponibili!


M. V.
Trade Marketing Account
In attesa che un'altra Agenzia di Marketing domani mi offra 40 euro al giorno, per lavorare 10 ore, andando a Pavia, in bicicletta così mi mantengo in forma. Pagamento solo se tengo una media dei 60 km/h e non arrivo in ritardo e comunque a 120 gg fine mese.

Alla prossima!!



martedì 25 ottobre 2016

Sono una colorista #scrittureautobiografiche

In attesa di essere retribuita adeguatamente e puntualmente in un qualsiasi settore, svolgo altre mansioni e lavori: non retribuiti, per soddisfazione personale, per incapacità innata di stare senza far qualcosa e per indole ad avere per la testa cinquemila progetti alla volta (e volerli realizzare tutti).

Una delle mie considerazioni mentali (di cui già parlavo in un altro post), è la confusione che viene fatta tra lavoro e lavoro retribuito. Io lavoro, il problema è trovare qualcuno che mi paghi per fare ciò che mi piace (e so fare), senza rompermi le palle. Alla domanda "cosa fai nella vita?". Vorrei rispondere con un "chettenefrega", e a volte lo faccio, quando invece mi sento particolarmente gentile inizio a elencare le cose che faccio (mi occupo di Francesco, dipingo, vado in discarica, monto e smonto mobili, mi occupo di giardino in primavera estate, sto realizzando un libro per Francesco, ho montato un video, faccio fotografie, penso, leggo e svolgo qualche collaborazione qui e là). E la domanda successiva è "ma di lavoro?"

Ecco, caro/a questo è lavoro, ovvero:
un'attività produttiva che implica il dispendio di energie fisiche e intellettuali per raggiungere uno scopo prefissato e in generale per procurare beni essenziali per vivere o altri tipi di beni, non solo attraverso un valore monetario acquisito da terzi quale compenso (fonte: wikipedia)
Se invece tu vuoi sapere "chi mi paga?" La risposta è "tu, se vuoi!"
"Dipingi?" "quindi sei un'artista?", no al massimo decoro, e più che artista sono colorista.
Uso l'arte come preferisco, e ho un amore profondo per l'utilizzo dei colori su muri e tele, oltre che su cancelli, tavoli, sedie e ringhiere.

Riporto il mio post di settembre su facebook

In tre giorni ho dipinto un cancello, la ringhiera del terrazzo e dato impregnante al legno sulla scala. In tutto il 2016 è stato il lavoro: più gratificante, meglio remunerato (grazie alla proprietaria di questa casa), che mi ha risparmiato cazzate del tipo "i frutti si raccoglieranno nel tempo se ci crediamo tutti", senza nessuno che ti ruba le idee e ti fa passare pure per esagerata quando lo fai notare, iniziato e finito in tempi celeri e, non, invece, ancora, in embrione dopo settecento incontri futili, senza nessuno che ti dice: "io avrei fatto così" (ma chi te lo ha chiesto, e soprattutto fallo), dove non ho dovuto sprecare il 98% del tempo a compiacere qualcuno la cui opinione, per me, vale meno del fantacalcio. Morale: non dirò mai a mio figlio "studiare è importante per un lavoro sicuro, gratificante, rispettato e ben retribuito" :-)
E aggiungo le ultime attività, in attesa di nuovi muri da colorare



Ispirazione Haring

La lavagna utilizzata

Le pareti della camera

Haring vive con noi

La chitarra di cartone




Non so cosa voglio fare da grande, tante cose di sicuro!