Non c'è niente di costante tranne il cambiamento

Blog di Cristina Savi - DIRE FARE MANGIARE


Cerca nel blog

giovedì 19 ottobre 2017

Badabàu PACK: design in cartone per un packaging originale

Badabàu PACK è già un regalo!
Badabàu PACK: decorazione
Cos'è?
  • Disegnato e realizzato da noi di Badabàu
  • E' contenitore
  • E' la casa illuminata per il tuo Natale
  • E' la decorazione del tuo soggiorno
  • E' il gioco per i tuoi bambini
  • E' fatto di cartone
  • Non si butta


E' Badabàu Pack! 
Dimensioni: 34 cm x 25 cm h 29 cm
Badabàu PACK: packaging


Badabàu PACK: confezione regalo 


Prenota il packaging originale per i tuoi regali che si trasforma in una decorazione speciale.

Design: Badabàu

Euro 20,00, lucine escluse, ritiro a Verbania.


Badabàu PACK: si può illuminare


Sei di fuori città?

- Spedizione in 4/7 gg lavorativi, Euro 10,00 con Poste Italiane

( pagamento anticipato con bonifico bancario)

Vuoi avere anche le lucine?
- Con un sovrapprezzo di Euro 5,00 le possiamo includere

Badabàu PACK: illumina il tuo Natale

Disponibilità: fino ad esaurimento del nostro tempo!
Per info e prenotazioni: badabauvb@gmail.com


giovedì 12 ottobre 2017

Un metodo di vita, di studio e di lavoro

Tra le poche costanti della mia vita ci sono lo studio, al primo posto, e, al secondo, la necessità di avere un'organizzazione; in un susseguirsi di idee-ricerca-verifica-valutazione-sperimentazione-soluzione.

Una necessità di linearità che nasce dalla mio caos. Un metodo per tenere in "ordine" la moltitudine di idee che mi nascono nella mente monitorandone la fattibilità e le azioni possibili.
Come se avessi costantemente in testa una serie di collegamenti tra i più disparati, una rete di relazioni tra argomenti e mondi apparentemente distanti, una ricerca continua di connessioni e domande, di argomenti e di soluzioni, una velocità di rielaborazione dei concetti in versione di "punti chiave" e la valutazione sistematica delle priorità per giungere a un' azione.

Life&Study Method

Così la decisione di proporre il mio metodo, per lo studio, e per la vita

Un metodo fatto di collegamenti e intuizioni, di grafica e creatività, di soluzioni e domande, di frecce, colori, forme e concetti, di tempi e attività, di divertimento e di studio, di errori e nuove idee, di organizzazione e fiducia.

Non ho inventato certo io nè le mappe concettuali, nè quelle mentali, io propongo una mia personale attuazione delle stesse.

Ci sono più difficoltà a trovare un metodo per organizzarsi e darsi delle scadenze che una scarsità di nozioni e insegnamenti. Osservo più carenze nell'avere una visone d'insieme e spingersi all'azione che problematiche legate al tempo a disposizione.
Non sono un santone, neppure un guru, nè un maestro, non sono coach, counsellor, psicologa o qualsivoglia titolo. 

Mi propongo come tutor/assistente privato per:

  • assistenza allo studio a ragazzi in età adolescenziale;
  • collaborazione a studenti di età superiore per la definizione e la realizzazione di tesi e tesine;
  • collaborazione per le famiglie che hanno difficoltà a seguire i propri figli nel percorso scolastico, cercando di definire insieme un piano organizzativo concreto;
  • adulti che sentono la necessità di avere un sostegno (non psicologico) operativo e concettuale nel darsi obiettivi e scadenze, per la gestione del tempo, individuando strumenti tecnici per monitorare le azioni, con una figura fisica di riferimento, io, in qualità di collaboratore (perchè spesso la sensazione di lavorare da soli fa perdere per strada alcuni validi individui); 
  • persone molto impegnate che necessitano una collaborazione nella gestione dell'agenda e dei contatti;
  • over 60 che necessitino di un'alfabetizzazione informatica e digitale;
  • insegnanti che ritengono di voler integrare lo stile di insegnamento, si trovano insieme nuove strategie per incuriosire i ragazzi.

Come (per studenti)?

- dopo un attento colloquio si procede con il definire, fattibilità, obiettivi e priorità;
- io propongo il mio metodo, perché l'ho verificato e so che può funzionare, e sarà adattato alle caratteristiche di ognuno;
- si lavora principalmente con le mappe mentali e concettuali e con la creazione di piani temporali e progettuali;
- si faranno (se lo riterrò adeguato) anche attività apparentemente poco attinenti allo studio o all'azione programmata (esempi: ricerche in biblioteca, lettura di quotidiani o periodici settoriali, cucinare, costruire oggetti manualmente, svolgere semplici attività creative, spostarsi in città, etc).

Come (per adulti)?

- dopo un attento colloquio si procede con il definire, fattibilità, obiettivi e priorità;
- io propongo il mio metodo
- ci si concentra sull'obiettivo e si forniscono strumenti di azione, miglioramento, gestione, monitoraggio
- organizzando l'agenda

Sviluppo il metodo a seconda dei casi e valutiamo insieme come va. 
Non sono io ad dover attuare le soluzioni che la persona trova.

OBIETTIVI primari (a seconda della persona):

- sviluppare un metodo di studio idoneo al proseguimento del percorso scolastico;
- collaborare nel trovare una strategia adatta alla gestione del tempo;
- trovare soluzioni creative anche in caso di errori (spirito d'iniziativa);
- stimolare la risoluzione autonoma delle difficoltà e la capacità di confronto;
- aiutare a individuare i collegamenti;
- ampliare le capacità di comunicazione verbale e di organizzazione;
- contribuire al miglioramento nell'utilizzo degli strumenti a disposizione (digitali e non) utili alla ricerca o alla risoluzione di un problema/compito/attività;
- sviluppare la capacità di acquisire e interpretare l'informazione;
- aiutare a trovare i propri mezzi per la gestione dell'imprevisto
- assolvere agli incarichi dati (nel caso di incarico da professionista)

Cosa non faccio?

- non fornisco sostegno psicologico;
- non faccio diagnosi su disturbi dell'apprendimento;
- l'insegnante di sostegno;
- non proseguo in un cammino se mi accorgo che sia una strada senza uscita;
- ripetizioni classiche;
- soluzioni "chiavi in mano";
- magie, pozioni magiche per avere risultati migliori, incantesimi per l'intelligenza;
- non mi sostituisco allo studente, non faccio i compiti per lui, e tanto meno posso andare a fare i compiti in classe, o gli esami, per lui;
- non mi sostituisco all'imprenditore, nè al grafico. nè al commerciale, nè al responsabile marketing, nè alla segreteria per l'azienda;


Cosa non ci si deve aspettare?

- risultati immediati 

Chi sono, quali titoli?

- una studiosa;
- una persona che ama inventare e fare ricerca;
- creativa;
- laureata in Comunicazione e Marketing;
- master in Alimentazione e dietetica vegetariana;
- un'artigiana.

Per informazioni:
Cristina Savi
M.: +39 347 6446152
Email: cristinasavi76@gmail.com

A presto!

Non c'è qualcosa che abbia studiato e vissuto che si sia rivelato inutile

mercoledì 30 agosto 2017

Su questo treno ci saliamo. Badabàu viaggia con LetterAltura.

Il treno?
Lo conosco.
Per me rappresenta il viaggio. Preferisco i piedi ma non sempre sono l'unico mezzo che utilizzo.
Ho amato il treno fin dalla gioventù.


Spazio raccolto nello scomparimento, tra sei poltrone ignote, che incredibilmente, per un tempo definito, condividono uno spazio intimo.
Spazio di una vita, in cui mi ritrovavo assorta tra me e i miei pensieri, osservavo le linee veloci che scorrevano al di fuori e mi sentivo osservatore esterno di un mondo in movimento. O forse no.
In movimento sono sempre stata io, troppo di fretta, distratta, veloce, lasciandomi mondi alle spalle.
Difficile scegliere se guardare dentro o prestare attenzione all'esterno; come scegliere se dedicare tempo al desiderio di confronto di chi mi sedeva di fronte o distogliere lo sguardo a favore di ciò che mi stava correndo aldilà del finestrino.


Mi sono sempre chiesta se il bisogno di chi condivideva il mio spazio fosse più importante dell'attenzione non richiesta di chi era invisibile al di fuori di me e abituato a vedere transitare treni senza alcuno che si fermasse mai.
Così potermi prestare al gioco per costruire vagonate di cartone di un treno non usuale o carrozze di una diligenza mai partita, comprendere cosa sia il viaggio per un bambino, la sua immagine di treno, ciò che lui si aspetta di osservare standoci all'interno (ma anche l'effetto che prova a guardare il proprio spazio di movimento dall'esterno), come lo possa costruire con il cartone, se vi abbia mai pensato prima, mi affascina.

E potevamo lasciar partire questo treno senza di noi?
Io ed Elisa (Badabàu) dal 15 al 17 settembre prossimi, con i bambini, a costruire vagoni e locomotive con il cartone, in un giardino, quello di Villa Giulia, per Lago Maggiore LetterAltura 2017.
Trasformeremo insieme il materiale di scarto in installazioni temporanee simbolo del viaggio, non solo attraverso lo spazio, ma anche attraverso il tempo, l'immaginazione, il territorio.

E le idee fioriscono cammin finendo. Termineremo il nostro percorso all'interno della manifestazione La città dei bambini sempre a Villa Giulia, Pallanza, il 17 settembre 2017, realizzando, ancora con il cartone, rappresentazioni animate del nostro mondo floreale.

Venerdì 15-9-2017 
Dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Laboratori per le scuole elementari
(Per info: info@letteraltura.it)

Sabato 16-9-2017
Dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Laboratori Vagonate di cartone (bambini 6-11 anni)
Costruzione di vagoni e locomotive in cartone, da realizzare e da utilizzare per un viaggio nella propria fantasia.
I laboratori saranno di un'ora ciascuno.
La prenotazione si farà sul posto e sarà confermato l'orario in base alla disponibilità.
(Per info: badabauvb@gmail.com)

Domenica 17-9-2017
Al mattino Badabàu lavora a Villa Giulia, tra fiori e cartoni.

Dalle 14 alle 18. Laboratori per bambini (6-11 anni). Fioriscono cartoni
Villa Giulia
Nessuna prenotazione obbligatoria, chi avrà voglia di creare e sperimentare sarà benvenuto
(Per info: badabauvb@gmail.com)

Abbiamo tante opportunità per incontrarci.
Quindi a presto!






lunedì 10 luglio 2017

Ce la siamo cantata e suonata

Un'altra esperienza creativa per Badabàu: un'orchestra realizzata unicamente in cartone.
Lo stiamo prendendo sul serio questo spazio di sperimentazione nato per divertirci.

Ce la cantiamo e ce la suoniamo

Non smettiamo di essere ironiche ed autoironiche, perchè a me ed Elisa piace così.
Reinventare oggetti, dare nuove forme, spostare l'attenzione dal materiale all'idea, giocare con la realtà in una reinterpretazione costante di situazioni serie e formali.
Così abbiamo accettato con piacere l'idea del gruppo Inno alla gioia per la manifestazione Sorso di Corsa (Verbania, 30 giugno 2017) e abbiamo dato vita all'orchestra così come in molti l'hanno vista e noi l'abbiamo immaginata e realizzata.

Cardboard orchestra
Cardboard instruments
Creato da Badabàu

cardboard instruments
Cardboard contrabass
Creato da Badabàu 

cardboard design
Cardboard piano
Creato da Badabàu 

Ringraziamo il gruppo, capeggiato da Alfredo Fasolo, che oltre ad organizzare tale manifestazione ludico-benefica, ha creduto in noi.
Loro stono stati veri interpreti di un Inno alla gioia, cantando, correndo e divertendo molto.
Il cartone ha resistito al meteo (hanno iniziato con la pioggia), al sudore, ai 6 km di corsa e alle birre conquistando la gloria.





"Da cosa nasce cosa" è il nostro claim, ma è proprio vero.


E ora ci concentriamo sul Centro Estivo portando anche lì montagne di cartone e buone idee.

A presto!


mercoledì 17 maggio 2017

Casa a misura di bambino

Ho scovato nella libreria di mio figlio Francesco un testo che non ricordavo neppure di avere: “Lo gnomo e l'architetto”, di Daniela Piolini (nativa del VCO), Alberti Libraio Editore - Intra.

Dal testo "Lo gnomo e l'architetto"

Quasi non ci potevo credere quando ho iniziato a sfogliarlo. E' la storia di un architetto che progetta la casa per una famiglia che ha ereditato un terreno. 
Il risultato è deludente per la famiglia e soprattutto per i figli. 
Si tratta di una casa senza colori, scomoda e fredda. 

Dal testo "Lo gnomo e l'architetto"

Così i bimbi ingaggiano un gruppo di gnomi trovati nel bosco perché possano rendere più allegra e vivibile l'abitazione. E così fu.

Dal testo "Lo gnomo e l'architetto"
Mi ha ricordato molto ciò che è accaduto con Badabàu city e la città progettata e realizzata dai bambini/ragazzi nel corso del laboratorio "piccoli costruttori" a Verbania (vedi Badabàu).


Magari a breve anche Badabau city diverrà un racconto.

lunedì 15 maggio 2017

Corso di recupero per architetti a Verbania


Si è conclusa con successo la mostra Badabàu city, ovvero la città di cartone.
Numerose le visite e soprattutto interessanti i contatti per il futuro.



Anche la comunità SASS (Seri AdultiSenza Sogni) si è dovuta ricredere sul progetto di ripopolamento di Badabàu e la costruzione di Badabàu City.
Dall'esperienza di Badabàu Lab è nata la richiesta di un incontro che si terrà il 29 maggio p.v. presso l'Ordine degli Architetti delle province di Novara e VCO, in cui io ed Elisa inizieremo un corso di recupero per architetti raccontando l'esperienza della città progettata dai bambini con l'utilizzo esclusivo di cartone di scarto.

Locandina pervenuta dall'Ordine degli architetti

Ringraziamo gli Architetti del VCO per l'interesse mostrato e per aver colto con ironia il nostro spirito: ci piace pensare e credere che sia possibile realizzare qualcosa di nuovo anche a Verbania, che si possa rivalorizzare ciò che già esiste e che la collaborazione sia un elemento di forza. 
Siamo soddisfatte di essere riuscite a concretizzare la volontà dei bambini e ragazzi che hanno preso parte all'esperimento.

Da cosa nasce cosa, è il nostro motto; con gli oggetti, con i materiali ma anche con i progetti.
Chissà cosa accadrà ora. Noi siamo pronte a tutto e le novità in agguato non mancano.


A presto!

lunedì 17 aprile 2017

Badabàu's city si mette in mostra

Il 6 maggio 2017 l'apertura della mostra "Badabàu city".
Un percorso reale, non solo virtuale, in una città che ha preso forma da un'idea e un desiderio di Elisabetta Garoni e Cristina Savi.


Volere ridare vita a materiali che sarebbero gettati o dimenticati è una nostra prerogativa. Lavorare con la materia a cui dare nuove forme e nuovi utilizzi ci ha sempre affascinate.

La Fabbrica di cioccolato - Laboratorio piccoli costruttori
Il municipio - Laboratorio piccoli costruttori

Nacque così il primo laboratorio di Badabàu, del quale ho parlato in precedenti post, con il piccoli costruttori abbiamo utilizzato cartone, scatole, scatoloni e scatoline per materializzare ciò che in una città ci si immagina, ciò che si vorrebbe o ciò che si osserva.

Ora con tutte le costruzioni, noi continuiamo a lavorare, per rendere la città visitabile.
Stiamo completando con i dettagli, creando luoghi di suggestione, pensando all'allestimento e continuiamo a divertirci in giro per Verbania con opere di cartone, interamente riciclato, e, pensate, progettate e realizzate interamente da noi.

Doccia per Sovabad Italia - Foto scattata in p.zza San Vittore - Intra

La mostra

DOVE?
WiP - Via cantova 30 - Verbania Intra

QUANDO?
6 maggio 2017 - Dalle 10 alle 20 - Ore 18 aperitivo (offerto da Sovabad Italia)
7 e 8 maggio 2017 - Dalle 15 alle 20

COME? 
Ingresso libero
Per chiunque sia curioso

COSA?
La città di cartone

CHI?
Badabàu - Cristina Savi ed Elisabetta Garoni, in collaborazione con i piccoli costruttori

Vi aspettiamo!!



sabato 1 aprile 2017

Tra passato, presente e desiderio siamo giunti alla fine

L'abbiamo chiamato "La mia storia", il laboratorio di arte terapia condotto da me e Angelica Zavettieri.
Si è conclusa questa prima serie di tre incontri.

Processo creativo

E' stato particolare coniugare le nostre competenze e unirci in un progetto che, attraverso scambi verbali, condivisione di esperienza e intuizioni, ha saputo generare emozioni in uno spazio libero da giudizio.





Quando chiesi ad Angelica quale struttura per un laboratorio così, su tre giorni, a distanza di tempo, ci trovammo d'accordo nel offrire una traccia e suggestioni che aiutassero a ripercorrere se stessi e il proprio cammino tra il passato, il presente e il desiderio. Coniugando lo spazio del "dove" quale sfondo della propria essenza e le caratteristiche del "come": come mi rappresento, quali parti di me, per giungere all'esperienza finale, nella sua completezza.

Un gruppo esperienziale in cui fare un'esperienza.

Non un gruppo di apprendimento: in cui uno insegna e l'altro impara
Non un gruppo di animazione: in cui intrattenere qualcuno con varie attività

Come viene condotto il gruppo?
Non spiegandoti chi sei, come sei fatto e cosa dovresti fare.

Ma attivando parti di sé attraverso i processi creativi, in un percorso nel quale l'arte terapeuta può facilitare questa esplorazione, conducendo con discrezione e favorendo la leggibilità di alcuni vissuti.





Grazie a tutti coloro che hanno condiviso questo con noi, arrivando dove desideravano e dove hanno potuto arrivare.

Il laboratorio appena concluso
Chiunque voglia rimanere aggiornato sulle prossime attività può scrivermi una mail a cristinasavi76@gmail.com oppure un messaggio al 3476446152

venerdì 31 marzo 2017

Si muovono personaggi: incontri riservati con Patti Smith

Avvenne per caso. O forse no.
Incontrai questi "personaggi", fisicamente, letteralmente o artisticamente, insieme, in successione non casuale ed estremamente rapida.
Non so se siano stati questi incontri i fautori della mia transizione, tra il prima e il dopo, o se il mio vagare in atto, mi abbia portato a loro.


Una cosa è certa. Loro mi hanno cambiato la personale visione della vita, dell'arte, della musica e soprattutto dell'essere umano.
Così ciò che vorrei è dar loro spazio e voce.
Vorrei che non fosse perduto il loro messaggio.
Mi piacerebbe che arte, letteratura, fotografia e musica potessero tornare ad essere motori trainanti della nostra società, dell'economia, e dei grandi cambiamenti.

Una moltitudine di donne in corteo a Buenos Aires, 2016, 24 marzo.
40 anni dalla dittatura (Libertad, Memoria, Justicia)
Vorrei dar voce all'espressione artistica, in ogni sua forma, in qualità di strumento di comunicazione, di trasformazione e di ribellione.

Vi presento i miei "6 personaggi in cerca d'autore", vivi o morti, noti e meno noti:

- Patti Smith, custode di tante vite, "il filo logico", nel quale sono inciampata, che congiunge ogni parte del mio discorso, fotografa e scrittrice oltre che artista musicale. Da leggere Just Kids e M Train. Con Just Kids ripercorsi un cammino a ritroso. La Patti Smith che ritrovo con Albertine Sarrazine e Frida khalo, una Smith che mi parla della dannazione dell'artista e mi avvicina a Basquiat.


- Albertine Sarrazin, scoperta con L'Astragalo (prefazione Patti Smith "la mia adorata Albertine"), letto e riletto tre volte, una sorprendente scrittura autobiografica. Da questa vita, che mi colpii molto, proseguii le mie ricerche e arrivai a Aldo Giungi, curatore di La via traversa (Titolo originale "La Traversiére") e lui mi spedì la copia del libro, come dono, sorprendente e inatteso.
- J.M. Basquiat, "l'artista analfabeta", mi piace e parla la mia lingua. Vi ritrovo un bisogno di dire delle cose, tante, un bisogno impellente di comunicare. Una forma senza forma, un tratto caratteristico, una scelta di fare arte ovunque. Una vita breve.
- Carol Rama, ribelle, anticonformista, una vera rivoluzionaria italiana, mi lega a Frida Khalo, la ritrovo nelle sue opere. Così poco legata alla forma apparente, alla bellezza estetica dell'opera compiuta, ma molto al messaggio forte espresso sulla tela.
- Frida Khalo, la incontrai già in giovane età, avevo 13 anni, alle scuole medie, e vidi per la prima volta un suo dipinto, che la ritraeva in doppio (le due Frida). Non vi capii nulla. Ma decisi di scoprirla. Non so quanto mi piaccia la sua arte, amo lei. Ho difficoltà a farmi piacere ogni sua opera. Ma le trovo, ognuna, un cortometraggio immobile di istantanee emotive. Lei è dolorosamente e ironicamente grandiosa.
- Mary Ellen Mark, fotografa, me la fece conoscere Jill Mathis (fotografa anch'essa), mi disse "tu me la ricordi in modo impressionante". Ho iniziato a documentarmi a osservare i suoi lavori, a leggere di lei. A scoprire che aveva una capacità di immortalare l'anima degli esseri umani di rara profondità. Non fotografa per vezzo ma per missione.



Amo ognuno di loro per la forza e il coraggio. Perché ognuno di loro ha usato la propria arte per esprimersi e per portare messaggi importanti alle persone. E perché in un presente ormai intriso di suoni e immagini vorrei che questi potessero essere usati per migliorare e agire. Non stare solo a guardare.

Da L'espresso - marzo 2017

Tutte le immagini sono visibili a questa pagina

martedì 28 marzo 2017

Se avessi il pisello sarei un re, ma sono femmina

Sabato 18 marzo ho partecipato, al Centro Eventi Il Maggiore, ad uno degli incontri organizzati dal Comune di Verbania per la rassegna "Scrittura al femminile".


In particolare era presente Claudia De Lillo, alias Elasti. Divertente, interessante, ironica e auto-ironica. Incontro positivo.
Ma tra le cose che mi hanno colpito maggiormente, e sulla quale medito da giorni, vi è una riflessione che lei ha fatto partendo da un aneddoto familiare. Si tratta della differenza di genere: maschio/femmina.
Ha narrato un episodio che ha come protagonista uno dei suoi figli, che frequenta la scuola elementare, nell'atto del gioco, a scuola, con compagne di sesso femminile. Le femmine interpretano ruoli di Pokemon evoluti, i maschi quelli di Pokemon base (non conosco il mondo Pokemon ma ne deduco vi sia una suddivisione di ruoli e capacità). E tutto pare naturale. E quand'è che poi la donna si fa da parte per lasciar strada libera all'uomo!?!?!? Si interroga Caludia De Lillo.

Stereotipi che disastro




Alcune ricerche, la più recente apparsa su Science a Gennaio 2017, un'altra molto interessante risale al 2010 - Educazione sessista (Biemmi) evidenziano come sin dall'età di 6-7 anni si creano i primi stereotipi che poi influenzano le scelte e gli atteggiamenti dei due sessi.
Alcuni dati, da approfondire con le fonti in fondo all'articolo:

  1. A partire dai 6-7 anni le bambine percepiscono il proprio talento come inferiore rispetto a quello dei coetanei maschi
  2. Analizzando numerosi testi per le scuole elementari ne è risultato che le professione dei protagonisti sono per i maschi 50, tra cui avvocato, scienziato, dottore, re, cavaliere, architetto, etc, per le femmine quelle trovate solo 15, tra cui maestra, strega, fata, casalinga, etc
  3. Gli aggettivi travati negli stessi testi analizzati. Aggettivi per il genere maschile: coraggioso, audace, avventuroso, forte, autoritario, onesto, generoso, etc; per il genere femminile: civetta, vanitosa, invidiosa, pettegola, piagnucolosa, docile, servizievole, ipersensibile, disperata, etc.


Autori ed editori questo è per voi

Una domanda agli autori e agli editori: è possibile rendersi conto che siamo nel 2017? Che alcuni passi in avanti sono stati fatti? Che la madre/moglie non si occupa più solo delle cura dei figli e delle faccende domestiche? E soprattutto che potrebbe essere anche una peculiarità maschile quella di fare il padre e assolvere alle cure domestiche?
Possiamo far sì che in poltrona con il giornale o un libro ogni tanto ci sia anche la mamma e non solo il papà?
Possiamo pensare che tra gli avvocati ve ne sia una con la gonna? Vogliamo provare a illustrare scienziati anche di sesso femminile? E' possibile inserire aggettivi femminili quali coraggiosa, onesta, generosa, ambiziosa e non solo civetta, pettegola, smorfiosa, vanitosa, invidiosa?

Credo che la comunicazione per queste fascie d'età parta anche da voi (non mi addentro in Tv e media in generale perchè è un altro labirinto di preconcetti e clichè)

Che fatica essere uomo

Tutti questi stereotipi ingabbiano anche l'uomo in ruoli definiti e rigidi. Quanto raramente capita di sentire un bambino che esprime liberamente la propria volontà di voler fare il maestro di scuola d'infanzia, dedicarsi a professioni nell'ambito della "cura", etc.? Quando spesso un bambino, dalle scuole elementari in poi, può piangere liberamente? Quando un bambino si può mostrare sensibile e servizievole?

Quanto meno, quando capita, questo genera stupore.

E voi capite che fatica dover essere per forza cavaliere, re, coraggioso, audace, forte, fiero, avventuroso, imprudente?

Quando il capo è donna che orrore

Mi duole ammetterlo ma è così. Nella mia esperienza personale, o in quella di amiche, avere un superiore di sesso femminile è una tortura. Ed è questo che vorrei comprendere, piuttosto che il perchè la donna ha tante difficoltà ad avere ruoli di tradizione maschile.




Mi chiedo spesso:
- perchè una donna in una posizione di potere si allei più facilmente con uomini rispetto che con donne?
- perché una donna superiore in scala gerarchica professionale divenga una strega modello matrigna di Biancaneve?
- perché se il mio capo è donna devo fare la sfigata pena l'esilio?
- perché se sei donna predomina la rivalità rispetto al riconoscimento delle competenze?
- perché quando hai un ruolo decisionale l'invidia ti si attacca addosso come la seconda pelle?

Mi piacerebbe avere delle risposte a questo e soprattutto mi piacerebbe poter far scomparire certi libri per bambini, mi piacerebbe poter spiegare ai bambini e alle bambine che la differenza di genere esiste, ma vorrei sgretolare gli stereotipi che vedranno sempre la femmina meno talentuosa, pettegola, strega e piagnucolosa e i maschi coraggiosi, autoritari, forti e talentuosi.

Vorrà forse dire che la difficoltà della donna a prendere, e gestire, posizioni di rilievo sia frutto di quanto si apprende crescendo?

Gli uomini agiscono le donne appaiono (cit. Berger)

L'osservatore è maschio, anche dentro la donna stessa, per questo il giudizio è maschile.

Ecco, forse, perché sono le donne le prime a giudicare le altre donne, quando l'osservatore interno è giudice severo maschile l'essere femminile è sinonimo di "pochezza", paiono essere ormai di uso comune i binomi femmina=debole, bella=vuota, femminile=seducente, etc.

Mi sembra di assistere spesso a processi di questo tipo: se la donna non emula in toto l'uomo, e non fa tutto ciò che lui fa, è una sfigata, l'uomo se non fa quello che sa fare la donna è perché è un duro (macho).
Questa pare retorica ma purtroppo è molto più reale di quanto si immagina.

Io sono per la libertà di genere. Non mi interessano molto le differenze, non mi interessa dover mostrare forza e successo emulando le caratteristiche maschili.
Credo nella forza dell'essere umano fatto di complessità e debolezza. Maschio o femmina che sia.
Non invidio l'uomo.
Ho più paura delle donne. Ancor più di quelle che sono anche madri.
Non penso che la strada della parità di genere, se è questo l'obiettivo, passi attraverso il trasformarsi in una moltitudine di caratteri maschili con le tette.
Non credo neppure che le bambine vadano trattate da principesse a tutti i costi per poi trasformarsi presto in regine autoritarie.

Magari iniziando dall'infanzia a eliminare gli stereotipi, lavorando sulla libertà di esprimersi e di essere, possiamo sperare di:
- avere donne fiere di essere donne
- di avere donne che sappiano lavorare in team
- di avere persone che vengono valutare per merito e non per sesso
- di avere individui che possano condividere ruoli, e non essere vincolati ad alcuni
- di avere individui competitivi ma non scorretti
- di avere persone che si liberino dalla schiavitù della prestazione

Io intanto proverò a fare del mio meglio in qualità di mamma e occupandomi di comunicazione.

Fonti: